Conoscere questo incantevole borgo della Romagna durante le feste natalizie ha un fascino tutto particolare.
Vi racconto Santarcangelo e il suo incredibile Natale su due livelli. Questa è la seconda tappa del mio Natale tra 2 Terre.
C’è un modo diverso di vivere il Natale a Santarcangelo di Romagna. Non solo tra i mercatini in piazza Ganganelli che animano le piazze illuminate o passeggiando per i vicoli medievali del borgo. C’è un’altra dimensione, nascosta ma potente, che racconta secoli di storia, sopravvivenza e mistero: quella sotto i vostri piedi. Scoprirla mi ha emozionato tantissimo.
Indice dei contenuti
1. Una città sotterranea misteriosa
Sono stata altre volte in questo borgo sulle colline riminesi, ma non avevo idea che le strade lastricate del centro storico fossero il tetto di un’intera città sotterranea. Sotto le fondamenta delle case e i lastricati delle piazze si snoda un labirinto di corridoi, stanze e nicchie. Composto da ben 168 grotte, per un totale di 4 km di lunghezza, scavate nell’arenaria e nell’argilla del colle nel corso dei secoli.
Non sono grotte naturali, ma ipogei: opere create dall’uomo con grande maestria. Un affascinante reticolo di ricco di storia, la cui origine rimane avvolta nel mistero. Alcuni studiosi le fanno risalire all’epoca romana, altri ipotizzano siano collegate alla dominazione bizantina e l’ultima versione è il legame con il culto di San Michele Arcangelo. Il paese si trova lungo l’antica linea micaelica che da Mont Saint Michel in Francia passando da Monte Sant’Angelo, nel mio amato Gargano, arriva fino a Gerusalemme. Quale sarà la verità? Il fascino sta proprio nel suo stesso mistero.
In questo periodo le grotte sono ancora più affascinanti con le luci di Natale e si trasformano. Come quella Monumentale o Contradina dove è stata allestita la casa di Babbo Natale.
1.1. Grotte Malatestiane: tra vino e rifugi di guerra
Di certo queste grotte furono fondamentali per la vita medievale di Santarcangelo. Con una temperatura costante di 12-13 gradi e un’umidità elevata, erano perfette per conservare il Sangiovese – il vino che secondo la tradizione è nato proprio su questo colle, il colle Giove. Infatti era denominato il sangue di Giove. Ma non solo: durante gli assedi che flagellavano il borgo, i granai scavati nell’arenaria erano l’unico modo per proteggere i cereali dagli attacchi nemici.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Santarcangelo è riuscita a salvare molte vite grazie alle sue grotte. La nostra guida Valeria ci fa notare che stiamo camminando in un luogo che ha dato rifugio a migliaia di persone. Più di 8000 persone vissero stipati nelle nicchie, in questi spazi sotterranei durante i bombardamenti, per settimane, a volte mesi, in condizioni estreme.
1.2. Ognuno ha la sua grotta
Valeria ci racconta che nella parte orientale del paese molti abitanti possiedono la loro grotta privata, usata come cantina per il deposito di vino e viveri. Hanno un accesso personalizzato, con a volte un’apertura sulle parti pubbliche e ogni tanto qualche proprietario si diverte a spaventare i visitatori che passano di là! L’allegria romagnola è sempre the best!
Anche molti ristoranti e osterie hanno adibito i loro spazi sotterranei a locali dove ospitare gli avventori e far vivere loro una ..cena d’altri tempi!
1.3. La casamatta: Il bunker medievale
Il percorso di visita include anche un luogo straordinario: la casamatta nell’area archeologica di Piazza Balacchi. Scoperta solo 20 anni fa e usata come discarica di rifiuti organici, un tempo era anche deposito di acqua piovana. Oggi sorge dove una volta si ergeva la Porta di San Michele, il principale accesso alla Santarcangelo medievale, ed è perfettamente conservata sotto il livello stradale.
1.4. Il presepe nella grotta
Non bisogna perdere questo presepe davvero particolare. Nella grotta di Piazza Balacchi viene allestito il presepe meccanico della Famiglia Gualtieri, creando un’atmosfera unica dove la spiritualità del Natale si fonde con il mistero di questi ambienti millenari. È un viaggio nel tempo, un modo di sentire il Natale che riconnette con qualcosa di antico e profondo. Tutto si muove in questo presepe e l’alternanza di luce e buio lo rende ancora più magico.
2. Perché visitare Santarcangelo a Natale
Santarcangelo durante le festività diventa un borgo incantato. Le luminarie lunghe ben 5 km evocano un cielo stellato sospeso sopra i vicoli, l’albero di Natale di 11 metri recuperato nelle foreste casentinesi e salvato dall’abbattimento, i mercatini di “Mani in Piazza” portano nelle piazze del paese artigiani e artisti.
Poi ci sono le sue botteghe storiche come quella che contiene l’unico esemplare di mangano del mondo e i suoi musei come quello del bottone o dedicato a Tonino Guerra.
Ma la vera magia sta nella possibilità di vivere due dimensioni parallele: quella luminosa e festosa della superficie, e quella misteriosa e ancestrale del sottosuolo.
3. Informazioni pratiche
- Temperatura nelle grotte: 12-13°C costanti
- Visita: durata circa 40-50 minuti
- Biglietto: 5€ intero, 4€ ridotto, gratuito fino a 14 anni
- Prenotazioni: IAT Pro Loco, tel. 0541 624270, iat@comune.santarcangelo.rn.it
- Accessibilità: La grotta pubblica è accessibile, mentre l’area archeologica presenta gradini
- Museo del Bottone: gratis, offerta libera
- Bottega Stamperia Marchi (dove c’è il mangano del 1633): ingresso gratuito
4. Il fascino del contrasto
Ciò che rende speciale il Natale a Santarcangelo è proprio questo contrasto tra il calore delle luci, i profumi della piadina e del sangiovese, le voci nei mercatini in superficie; il silenzio millenario delle grotte, la pietra che raccontano storie e leggende sottoterra. Due mondi separati da pochi metri di roccia, ma uniti nella stessa storia.
Questo Natale Santarcangelo ti aspetta, sopra e sotto il livello della strada. Ed io ogni volta che vado qui scopro qualcosa e torno a casa sempre un po’ più felice.
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E non perderti la prossima puntata di Natale tra 2 Terre!
Se hai perso la prima la puoi recuperare qui Il vero Natale dei bolognesi













