La leggenda sui draghi di Komodo e il suo villaggio

Quando pensiamo ad un Parco Nazionale lo immaginiamo immerso completamente nella natura selvaggia e lontano dalla presenza dell’uomo! Il Parco Nazionale di Komodo invece si trova adiacente, o meglio, è parte integrante dell’omonimo piccolo villaggio!

Ma soprattutto vive di una leggenda con cui gli abitanti convivono da generazioni e che racconterò qui. Ma andiamo con ordine.

1. Ingresso al Parco Nazionale: come funziona

Si sbarca su un piccolo molo e si entra in un villaggio di poco meno di 2000 anime che vivono su palafitte e case di lamiera.  Intanto per attraversare il villaggio ed arrivare ai draghi paghiamo subito un biglietto di ingresso di 550.000 rupie indonesiane, pari a circa 31€ a persona. Per proseguire veniamo scortati da due ranger armati di lunghi bastoni con i quali tenere lontani i draghi.

Il villaggio col suo molo e i negozi di souvenir
Il villaggio col suo molo e i negozi di souvenir

Visitare il villaggio di Komodo è un’esperienza forte che cattura sguardo e anima ed offre un’immagine autentica di una cultura che ha imparato a coesistere con uno degli animali più temibili del pianeta.  Qui sui draghi di Komodo ci sono leggende che fanno parte della vita quotidiana, ma su questo tornerò dopo!

2. La vita nel villaggio

Il villaggio vive principalmente di pesca e da una ventina d’anni anche di turismo, grazie alla loro principale attrazione. Appena entrata nel villaggio mi perdo ad osservare la vita attorno: c’è povertà, sporcizia e calcinacci, ranger seduti in attesa di scortare i prossimi turisti e tante bancarelle con gente che implora di comprare souvenir.

Palafitte in lamiera
Palafitte in lamiera

Ma ciò che cattura realmente la mia attenzione è la vita vera che si svolge intorno a me: donne che fanno il bucato, preparano da mangiare, capre e galline che pascolano per le stradine. Ma soprattutto ci sono gli sguardi e le risate spensierate dei bambini scalzi , sporchi, bellissimi, che giocano tra di loro. Portano a spasso una gallina, fanno le gare e si divertono tantissimo.

Immagini di vita vera nel villaggio di Komodo
Immagini di vita vera nel villaggio di Komodo

Mi sconvolge la loro limpidezza e il loro senso di libertà, emozioni  che solo i bambini riescono a dare. Sono completamente incantata dalla loro semplice naturalezza, che mi trasmette vitalità nella sua concezione più pura. E’ come se la nostra presenza lì non sfiori minimamente i loro giochi spassionati, in quel contesto di povertà. Sono i protagonisti: non elemosinano nulla , sono solo lì con non la loro gioia innata.

Così quel piccolo villaggio diventa un luogo suggestivo, che cattura l’essenza più autentica dell’intera Indonesia. Dove il tempo sembra rallentare tra le voci dei pescatori, il profumo del mare e l’eco dei passi dei draghi!

La spensieratezza dei bimbi del villaggio
La spensieratezza dei bimbi del villaggio

3. I draghi di Komodo

Intanto i ranger ci scortano fino ad una radura che non è altro se non il proseguimento della stradina del villaggio! Ed eccoli lì: 3 draghi stanno facendo la siesta circondati, a debita distanza, da gruppi di turisti . Sono enormi e terrificanti! Il ranger ci spiega che attualmente su quell’isola ne vivono 8 , che questa, tra luglio e agosto,  è la stagione degli amori e siamo molto fortunati a vederli lì in quel momento.

E per i ranger diventa poi un very lucky day quando, poco distante  da dove ci troviamo, sentiamo urla disperate di un animale. A pochi metri di distanza vediamo una scena raccapricciante da Super Quark e che mai dimenticherò nella mia vita. Un drago ha catturato un cervo e se lo sta mangiando vivo! Io e il gruppo restiamo completamente scioccati, chiediamo se possono liberare quel cervo rimasto impigliato con le corna nella rete, ma la loro quieta risposta è semplicemente: nature rules (è la natura).  A quel punto, completamente sconvolta, inizio ad interrogare il nostro ranger.

I draghi in siesta
I draghi in siesta

4. Nel cuore della leggenda

Ma come fa la gente del posto  a vivere a così stretto contatto con questi animali così pericolosi? Non esiste né una recinzione né una barriera che divida il villaggio dal parco. Potrebbero attaccare gli umani, i bambini mentre giocano! E la gente? Non ha paura?

Il ranger mi racconta: i draghi sono legati ad una leggenda molto importante e viva a cui gli abitanti del villaggio credono fermamente: sono esseri mitologici, discendenti dagli umani. Tanto tempo fa una donna diede alla luce 2 figli: uno umano e l’altro drago! Questa credenza è così forte per loro che i draghi sono considerati loro fratelli e per questo vengono trattati con rispetto e considerazione.

I ranger in attesa di lavoro
I ranger in attesa di lavoro

Il ranger mi assicura che non attaccano mai gli esseri umani. In realtà faccio un po’ fatica a prendere per vera questa informazione: i draghi quando hanno fame possono arrivare nel villaggio e catturare una capretta o una gallina. Potrebbero scambiare un essere umano per una preda e attaccarlo. Per noi questa convivenza che ci vogliono far credere così pacifica è una cosa davvero assurda, ma per loro è parte integrante della cultura e della vita quotidiana. Il rischio viene azzerato e il loro così profondo rispetto e adorazione per questi animali non potrà mai far sentire un abitante del posto in situazione di pericolo.

5. Verso un miglioramento?

Ci chiedono di comprare qualcosa alle bancarelle per aiutare l’economia del posto, lo facciamo con piacere ma io ad un certo punto chiedo: perché c’è ancora povertà in mezzo ad un turismo in grossa espansione?

I guadagni, mi spiega il ranger, vanno ai lavori di manutenzione e conservazione del parco e della biodiversità. Il governo si sta occupando della riqualificazione del villaggio e di altri villaggi locali, come nella vicina Rinca, con la costruzione di nuove infrastrutture.

Mi colpiscono infatti un modernissimo ospedale e una nuova moschea in costruzione. Inoltre i bimbi hanno una scuola e si sta provvedendo a riqualificare strade e case. Ma mi chiedo: cambierà qualcosa o la gente è contenta di vivere esattamente così? Bisognerebbe tornarci fra 10 anni e vedere cosa sarà cambiato!

6. Le sensazioni che restano

E’ tempo di andare e proseguire la nostra navigazione. Saluto la gente, compro un braccialetto, riguardo ancora intorno a me. Penso che porterò con me per lunghissimo tempo quello che questi abitanti, grandi e piccoli, mi hanno trasmesso. Una forte appartenenza al proprio luogo, al tempo e alle loro suggestive leggende. Un senso di armonia e profondo rispetto tra essere umano e natura. La serena consapevolezza di essere parte di un’unica grande famiglia, fatta di bimbi, adulti, capre, galline, cervi e fratelli draghi! Grazie Komodo!

Sono almeno a 5 metri di distanza!
Sono almeno a 5 metri di distanza!

Vuoi leggere l’articolo completo della settimana tra Komodo e Bali? Allora vai qui!

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