Il Costa Rica è un Paese che ti fa sentire a casa nel momento stesso in cui atterri. Il sorriso, la disponibilità e l’accoglienza della sua gente non hanno eguali. Non mi sono mai sentita così a mio agio e serena in nessun’altra parte del mondo.
Ho fatto un viaggio di 20 giorni, di cui 12 con un tour di gruppo. In questo articolo vi racconterò l’esperienza in solitaria, ma mai sola, vissuta sia all’inizio che alla fine della mia avventura in questo splendido Paese. E con essa tutte le curiosità e le tradizioni tipiche di questo incredibile popolo.
Indice dei contenuti
1. Primi giorni: la mia esperienza in famiglia
Sono atterrata il 12 Agosto ed un gentilissimo signore con un cartello col mio nome era all’aeroporto ad aspettarmi. Un amico della famiglia di Escazù, che di lì a poche ore, sarebbe diventata la mia famiglia tica. Escazù è un paese a pochi km da San Josè, a 1200mt di altitudine, si gode di un bel fresco e soprattutto di pace e benessere. Qui ci vive Rosibel, la mamma di Adriana, moglie di un mio carissimo amico pugliese, e tutta la sua famiglia: tia (zia) Lilly e la meravigliosa nonna, abuela (nonna) Dora, 94 anni di Pura, anzi Purissima Vida.
Ho passato 3 giorni insieme a loro ed è stato come sentirsi immediatamente a casa, con un calore, un’accoglienza ed una generosità che non avevo mai conosciuto. La mattina, la colazione era preparata dalla nonna: il tipico gallo pinto, un piatto a basa di riso e fagioli, uova, tostada con burro e natilla , una salsa buonissima a base di yogurt. Mentre la sera mi hanno portato a cena nei posti più belli della zona. Sono stata coccolata come se fossi una loro nipote, è stato magnifico.
2. Perchè visitare San Josè
Premetto che come città non è un granché, molto affollata e piena di traffico, il suo centro è rumorosissimo, tra negozianti che urlano ai microfoni e invitano la gente ad entrare, musica alta e venditori ambulanti. Ma merita passarci almeno mezza giornata in cui andare a visitare queste 3 cose:
- Il Mercado Central: molto locale e storico, frequentato da gente del posto che ci fa la spesa. Si pranza davvero con poco ed è molto piacevole (ho assaggiato il mio primo casado: interessante e buono, ma ho scoperto la mia forte avversione per il coriandolo!)
- Il Museo Nacional (ingresso 5500₡- 11$, per insegnanti 6$): una grandissima scoperta. Ripercorre tutta la storia del Costa Rica dalle origini ai giorni nostri e possiede un meraviglioso mariposario, la riproduzione di una foresta pluviale dove c’è la conservazione di alcune specie di farfalla e di piante.
- Il Teatro Nacional (ingresso 3500₡-7$): una visita guidata drammatizzata, con tanto di attori che si travestono e fanno rivivere la storia del teatro in prima persona. Una visita molto divertente oltre che interessante (versione inglese o spagnola, si può prenotare la mattina stessa).
Inoltre si può anche visitare l’imponente cattedrale dedicata a San Josè nel pieno centro città, il suo ingresso è gratuito, oltre a molti altri musei, come quello dell’Oro o del Jade.
3 Escazù: la città delle streghe e non solo
Si narra che un tempo la cittadina fosse abitata da brujas, streghe. In realtà erano donne sagge e guaritrici che con le loro pozioni erano capaci di guarire o di maledire. Non erano persone malvagie ed oggi sono parte del patrimonio della città, una sorta di icona identitaria. Le persone del posto me ne hanno parlato con orgoglio e ritengono che qualche bruja si aggiri ancora per le strade e le case della città.
Escazù è un luogo che trasmette serenità e benessere, qui l’aria è fresca, il traffico della capitale è lontano. C’è una piazza centrale, chiamata parque con la chiesa dedicata a San Miguel Arcagel, molti negozi di cui alcuni stupendi come il negozio/cafè/giardino di Sin Domicilio Fijo, a cui si accede suonando un campanello.
Poco fuori dalla città un camposanto davvero singolare. Perché? Qui le persone sono sepolte sotto gli alberi, con una semplice targhetta, immersi in un bellissimo parco. Le famiglie si recano in visita e possono sostare sui prati e far così compagnia ai propri cari, c’è anche qualcuno che organizza dei picnic. Io l’ho visitato in un giorno molto importante: il 15 Agosto. Ed ora vi spiego cosa succede in questa giornata.
3.1. Il 15 Agosto: el Dia de la Madre
Il nostro tradizionale Ferragosto è un giorno molto sentito per la comunità tica. Si festeggia infatti El Dia de la Madre, cioè il giorno della madre. Non è proprio come la nostra festa della mamma, ma la celebrazione della Vergine Maria. Una giornata che si celebra in maniera sia sacra che profana allo stesso tempo.
Premetto che in Costa Rica, e soprattutto a Escazù, la religione cattolica è davvero molto sentita e praticata ed è presente con statue e santini nelle case e nelle preghiere ed espressioni di tutti i giorni : Gracias a Dios, Que Dios las acompana. Nel Dia de la Madre ci si scambia regali non solo tra mamme e si fanno grandi feste. In casa dove ero ospite la sera del 14 c’è stata una grande grigliata con 40 persone, balli e tanta allegria. Una full immersion di gioia e cibi locali.
3.2. Butterfly Kingdom: un luogo magico
Poco fuori dalla città, esiste un luogo magico che ho avuto la fortuna di visitare con la mia famiglia tica: il Butterfly Kingdom. Un piccolo parco con un ristorante all’aperto, un negozio di souvenir ed un mariposario eccezionale. Si tratta di una fattoria delle farfalle, dove diverse specie di farfalle tropicali vivono nel loro habitat naturale e se ne studia la conservazione e la riproduzione.
E’ stato bellissimo trovarmi circondata da centinaia di farfalle che svolazzavano intorno a me, mi hanno dato una sensazione di pace e leggerezza. Infatti le farfalle in Costa Rica sono simbolo di trasformazione, bellezza e rinascita.
I miei giorni da vera local con la mia famiglia sono terminati. Prossimamente pubblicherò il tour di tutto il Paese!
4. Gli ultimi giorni in solitaria: Punta Leona
Dopo il tour di 12 giorni avevo bisogno di completo relax prima di tornare in Italia. E così la mia affezionata famiglia tica mi ha consigliato il miglior posto dove potessi mai andare: la riserva naturale di Punta Leona. Un luogo di villeggiatura al di fuori dei soliti itinerari turistici, ma frequentato soprattutto da una clientela locale.
4.1. Dove si trova e come è fatto
Il residence Punta Leona si trova sulla costa Pacifica, nella provincia di Puntarenas, a poco più di 2 ore da Escazù. Non è molto facile arrivarci, poiché il servizio pubblico non è molto presente. Io ho usato un Uber, la corsa mi è costa un bel po’ (circa 75$) ma era alla fine l’unico modo per arrivarci. Una volta arrivata mi sono resa conto di trovarmi in un luogo veramente singolare.
Il residence è all’interno di una riserva naturale protetta, dove vivono animali in libertà e le strutture presenti non deturpano affatto il territorio. Sono presenti 2 spiagge incantevoli, 3 ristoranti, vari bar, un piccolo alimentari e grandi piscine vista mare. E tutto intorno il Parco Naturale. Una sola navetta gratuita gira per il resort per aiutare i clienti a spostarsi fino a sera e questo è stato un servizio eccellente e molto utile.
4.2. I miei 3 giorni tra il verde e il blu
Ho passato 3 giorni immersa totalmente tra questi due colori: il verde che circondava il mio bungalow, il ristorante delle colazioni, la strada per arrivare alle spiagge, le piscine. Il blu di un oceano trasparente e buono, che mi ha permesso di godere il mio meritato relax.
C’era pochissima gente sulle sue 2 immense spiagge, Playa Mantas e Playa Blanca, entrambe circondate da una vegetazione pazzesca. La prima chiamata così perché le mante arrivano a nuotare fino a riva e la seconda composta da una sabbia finissima e bianca, dove mi è successa una cosa inaspettata e incredibile.
4.3. Emozione immensa a Playa Blanca
Credete anche voi che le emozioni più forti siano quelle che vivete in maniera completamente inaspettata? A me è capitato proprio qui. La mattina in cui ho visitato la spiaggia Playa Blanca era in atto una schiusa di uova di tartarughe: ho pianto dalla gioia perché erano anni che andavo alla ricerca di questa esperienza e non ero mai riuscita a viverla.
I volontari mi hanno spiegato che lì la presenza dei nidi non è neanche indicata, è accaduto tutto in maniera sorprendente ed essendo questa la stagione della schiusa, potevano esserci altri nidi nascosti e pronti a schiudersi.
Vedere le tartarughine grandi poco più di una noce correre con fatica verso il mare è state un’emozione che non si può descrivere.
4.4. Gli animali del Parco
A Punta Leona si possono incontrare gli animali in ogni momento. Le iguane sono ovunque, le scimmie in spiaggia cercano cibo dagli umani, pappagalli enormi svolazzano tra gli alberi, rospi e procioni ti salutano mentre sei a cena, una comunità di bradipi vive spensierata nel suo angolo di foresta. Ho avuto come la sensazione di essere io l’ospite del loro habitat naturale. Ho avvertito così un senso di connessione profondo con la natura e tutto ciò che mi circondava.
4.5. Sentirsi a casa in un resort
L’ultimo giorno in residence segnava la fine del mio viaggio in Costa Rica. Sono stata sola ma non mi sono mai sentita sola. L’apertura e gentilezza di tutti, sia del personale che della clientela, il servizio semplice ma molto attento, il cibo locale buonissimo, mi hanno fatto sentire ancora una volta a casa, completamente a mio agio e al sicuro.
Auguro a tutti di viaggiare in Costa Rica e di abbandonarsi alla meraviglia di questo posto e della sua gente. Non dimenticherò mai quest’esperienza.
Per avere tutte le info pratiche di viaggio vai al mio articolo: Costa Rica: consigli pratici e curiosità
Qui invece puoi leggere l’itinerario completo Costa Rica: 12 giorni alla scoperta della Pura Vida
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